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Daniel Vasella, ormai negli Stati Uniti, continua a difendere la buonuscita di 72 milioni di franchi che avrebbe dovuto percepire lasciando la presidenza del consiglio di amministrazione (Cda) di Novartis. E fa sapere di essere vittima di un tentativo di ricatto da parte di una ex domestica.

Riguardo all'indennità di partenza "posso capire l'indignazione, ma comprendere un punto di vista non significa condividerlo", afferma il manager in un'intervista pubblicata oggi dal Blick. Vasella sostiene di essere rimasto "spaventato" dalle aspre critiche mossegli, essendo "partito dal presupposto che fare beneficenza fosse una cosa buona".

Vasella sottolinea di aver finora speso milioni - un numero a due cifre - per opere di bene, finanziando un ospedale e una scuola in Mali, nonché altri progetti, fra cui in Tanzania e in Madagascar.

Interrogato riguardo alla sua partenza per gli Usa, il manager spiega che questa non è la conseguenza delle critiche che ha dovuto incassare in patria. Anche se è "difficile quando si diventa un simbolo per tutto quanto c'è di negativo". A colpire Vasella è stato il fatto che alcune persone abbiano cercato di sfruttare il momento favorevole, "come ad esempio una ex domestica che adesso - per la prima volta dopo 17 anni - attraverso gravi accuse cerca di costringermi a pagarla affinché non parli; si tratta di cose che fra l'altro non sono vere".

Vasella non vuole dire dove vivrà negli Usa, perché in passato ha subito attacchi da parte di "sedicenti animalisti". Del paese afferma di apprezzare le possibilità professionali e il fatto che lì gode di un certo grado di anonimato. Il manager, che siede nei consigli di amministrazione di PepsiCo e American Express, non intende comunque diventare cittadino americano. Quanto rimarrà in America? "Lo sanno solo gli dei", conclude.

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SDA-ATS