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"Sono trascorsi 508 anni dalla fondazione di questo benemerito Corpo di Guardia, e il fatto che dalla Svizzera non cessino di giungere giovani desiderosi di mettersi al servizio del Papa è motivo di fervido ringraziamento a Dio". Lo ha detto il sostituto alla Segreteria di Stato vaticana, mons. Angelo Becciu, intervenendo nel Cortile di San Damaso alla cerimonia di giuramento delle Guardie Svizzere.

Il giuramento si svolge ogni anno il 6 maggio, in ricordo del sacrificio di 147 alabardieri che nel 1527 difesero il Papa durante il Sacco di Roma operato dai lanzichenecchi. "Come ogni anno - ha osservato mons. Becciu - si rinnova uno dei tradizionali appuntamenti della vita e dell'attività della Santa Sede". Mons. Becciu ha anche invitato le reclute che iniziano il loro servizio al Papa a pregare i nuovi papi santi Roncalli e Wojtyla, canonizzati lo scorso 27 aprile.

Trenta reclute della Guardia svizzera pontificia, tra cui quattro ticinesi, hanno giurato oggi, alla presenza di familiari, personalità vaticane, e autorità civili e militari svizzere. Ogni recluta ha alzato la destra con le tre dita aperte, simbolo della Trinità. Quello delle guardie svizzere è un giuramento di fedeltà assoluta al Papa, fino all'eventuale sacrificio della vita, e di fedeltà ai cardinali in caso di sede vacante.

Presenti all'evento, aperto dal discorso di saluto del comandante della Guardia, Daniel Rudolf Anrig, il prefetto della Casa Pontificia mons. Georg Gaenswein e diversi cardinali, tra cui l'ex segretario di Stato, Tarcisio Bertone. La banda della Guardia ha eseguito l'inno pontificio. Le guardie indossavano la divisa multicolore di foggia rinascimentale, che quest'anno compie cento anni.

SDA-ATS