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La destra vodese punta su Jacques Nicolet (UDC) e Isabelle Chevalley (Verdi liberali) per riconquistare la maggioranza nel governo vodese.

Keystone/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

Sei candidati saranno in lizza al secondo turno dell'elezione del Consiglio di Stato vodese il 21 maggio.

Un "ticket sorpresa" a due con l'UDC Jacques Nicolet e la Verde liberale Isabelle Chevalley affronterà la doppietta di sinistra Cesla Amarelle (PS) e Béatrice Métraux (Verdi) con l'obiettivo di riconquistare la maggioranza in governo.

Le candidature sono state confermate dalla Cancelleria cantonale dopo la scadenza del termine per la loro presentazione oggi. Complessivamente, per i due seggi ancora in palio sono state presentate sette liste con sei candidati. Oltre ai quattro già citati saranno in corsa la PPD Sylvie Villa per l'Alliance du Centre - che aveva ottenuto il 7,2% dei suffragi al primo turno - nonché l'indipendente Guillaume "Toto" Morand (8,5%).

Cinque dei sei "ministri" uscenti - tre liberali radicali e due socialisti - sono stati rieletti domenica in occasione del rinnovo del Consiglio di Stato vodese di sette membri.

Mentre in un primo tempo era previsto che il 21 maggio si presentasse soltanto l'UDC Jacques Nicolet, i congressi del PLR, dell'UDC e dei Verdi liberali hanno deciso ieri sera di proporre un ticket a due con la Verde liberale Isabelle Chevalley. Questa strategia offensiva, che rilancia la campagna elettorale piuttosto scialba al primo turno, ha quale obiettivo di riconquistare la maggioranza nell'esecutivo.

Superando le proprie reticenze, i tre partiti hanno avallato un'alleanza che era stata seccamente respinta dall'UDC in dicembre. "L'UDC ha deciso di cercare nel centro i 7000 suffragi che le mancano per superare l'ostacolo", ha fatto valere Nicolet per convincere i colleghi. "La soluzione non dev'essere piacevole, ma efficace", ha detto il consigliere nazionale.

Isabelle Cehvalley ha rilevato dal canto suo che il suo partito "si allea con l'UDC vodese e non con lo zurighese Roger Köppel". La strategia scelta dai tre partiti è l'unica suscettibile di recuperare un seggio e la maggioranza in governo, secondo il presidente del PLR Frédéric Borloz.

Il ticket femminile Cesla Amarelle e Béatrice Métraux difenderà dal canto suo come al primo turno i colori della sinistra. Beneficiando di una forte disciplina di voto, i "rosso-verdi" sperano di poter conservare in questo modo la maggioranza nel governo. Al primo turno, la consigliera nazionale Cesla Amarelle ha ottenuto il 43% dei voti, davanti all'UDC Nicolet (40%), mentre la consigliera di Stato uscente Béatrice Métraux (48%) ha mancato di poco la propria rielezione.

L'annuncio del ticket PLR-UDC-Verdi liberali ha provocato vivaci reazioni fra i partiti della sinistra, che stigmatizzano una strategia puramente elettorale. "La destra rivendica cinque seggi su sette. Che ingordigia", commenta il consigliere nazionale socialista Roger Nordmann, mentre il presidente dei Verdi Albert Mocchi parla in Twitter di "opportunismo".

"Allearsi non vuol dire aderire a tutte le idee di quello con cui ci si allea", ha puntualizzato il presidente dei Verdi liberali François Pointet, secondo cui "con l'alleanza fra PLR, UDC e Verdi liberali si sta creando una nuova destra nel cantone di Vaud".

SDA-ATS

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