Vaud vuole sperimentare un modello volto a diminuire la spesa sanitaria provocata dalle persone anziane afflitte da malattie croniche.

Oltre all'introduzione della cartella elettronica, esso prevede di diminuire l'aliquota percentuale a carico delle persone che accetteranno di essere seguite da un medico e da un farmacista di riferimento.

L'invecchiamento della popolazione rappresenterà nei prossimi decenni una sfida di rilievo per il sistema sanitario, ha sottolineato oggi il consigliere di Stato Pierre-Yves Maillard. Il numero degli ultraottantenni dovrebbe esplodere in Svizzera, passando da 362'700 persone nel 2008 a 941'700 nel 2050.

Questa progressione sarà accompagnata da un aumento della prevalenza delle malattie croniche e delle dipendenze funzionali, ossia gli handicap che impediscono ad una persona anziana di assolvere le mansioni quotidiane. Già oggi, il 10% circa dei malati provocano il 70% della spesa sanitaria.

Il primo elemento del progetto consiste nell'introduzione della cartella elettronica, uno strumento tecnico volto a permettere agli operatori sanitari - medici, ospedali, case per anziani, cure a domicilio e farmacisti - di meglio comunicare e coordinare le cure "sulla base di un linguaggio comune".

Il Cantone propone alle persone "che accetteranno di legarsi ad un medico e a un farmacista di riferimento ma anche lo scambio di informazioni fra gli operatori" di diminuire la loro aliquota percentuale, ossia il 10% della spesa sanitaria a carico degli assicurati, una volta superata la franchigia. Il cantone potrebbe prendersi carico del 50% o 60% dell'aliquota, oppure una percentuale variabile in funzione del reddito dell'assicurato, ha precisato Maillard.

Posto attualmente in consultazione, il modello dovrebbe essere sperimentato per cinque anni. Secondo il consigliere di Stato, i risparmi realizzati dovrebbero poter finanziare i costi di allestimento e di organizzazione del sistema di coordinazione, nonché la riduzione delle aliquote percentuali.

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