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CARACAS - Il Venezuela sta vivendo un boom dei sequestri, e in particolare di sequestri lampo. Quest'anno sono già 16 mila, ha detto l'Osservatorio della violenza in Venezuela (Ovv), un centro di ricerca che riunisce quattro università venezuelane.
L'Ovv diffonde anche le cifre sugli omicidi nel Paese, che il governo di Hugo Chavez ha cessato di rendere note dal 2006.
"L'aumento è dovuto alla 'democratizzazionè del sequestro, che non è più prerogativa della delinquenza organizzata, ma è in un certo senso 'improvvisatò, a seconda dei bisogni urgenti di piccoli delinquenti che non sono necessariamente dei malavitosi pregiudicati", ha spiegato Roberto Briceno, direttore dell'Ovv e voce molto rispettata dell'opposizione a Chavez.
Nei minisequestri, la vittima è portata via e per essere liberata subito deve trovare il modo di pagare un riscatto, anche limitato, che può essere un prelievo nel bancomat o la propria auto. "È meglio che finire rinchiusi in un covo di banditi, ma lascia comunque sequele psicologiche molto forti, con una sensazione brutale di insicurezza nel quotidiano", aggiunge Briceno - È molto meno rischioso per i delinquenti, pur rendendo meno, anche perchè la polizia non riesce a stare dietro all'onda crescente, e finisce per non investigare nemmeno".

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SDA-ATS