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Lo "stato di eccezione" proclamato lo scorso 20 agosto da Caracas nello stato di Tachira è ormai in vigore su tutto il confine occidentale del Venezuela.

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha infatti esteso la militarizzazione della frontiera del suo paese con la Colombia allo stato di Amazonas.

L'erede di Chavez ha annunciato la misura nel suo abituale programma televisivo "En contacto con Maduro", durante il quale ha spiegato che questo non compromette l'accordo di principio siglato con il suo omologo colombiano, Juan Manuel Santos, lunedì scorso a Quito.

Secondo Maduro, saranno necessari almeno 6 mesi per normalizzare la situazione alla frontiera, a partire dal lavoro svolto nelle riunioni bilaterali che iniziano oggi a Caracas.

Il presidente venezuelano ha anche parlato della disputa con la Guyana, sulla frontiera orientale, respingendo le accuse del suo omologo David Granger, secondo il quale Caracas sta concentrando truppe sul confine.

"Lei mente, signor Granger, mente e mente", ha detto Maduro, secondo il quale dopo il "successo del vertice di Quito" ora è necessario affrontare "questo provocatore mosso come una marionetta dalle multinazionali del petrolio". Caracas rivendica la sua sovranità sulla regione della Guayana Esequiba, che Georgetown amministra dal 1966, in base a un accordo siglato a Ginevra.

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SDA-ATS