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Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha detto che sta valutando di chiudere il Parlamento, in mano all'opposizione, accorciando a soli 60 giorni il mandato dei deputati eletti lo scorso dicembre, che dovrebbero restare in carica fino al 2021.

Maduro ha inoltre posto il veto alla legge di amnistia dei prigionieri politici approvata dal Parlamento e ha annunciato che la invierà al Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) per farla dichiarare incostituzionale.

L'alta corte ha già bocciato tutte le leggi varate dopo la dura sconfitta del chavismo nelle politiche dello scorso dicembre. La chiusura del parlamento per Maduro avrebbe lo scopo di "bloccare la strada al golpismo e alla manipolazione dell'Assemblea Nazionale". Il presidente ha fatto riferimento a una proposta lanciata dal costituzionalista chavista Hermann Escarrà, secondo il quale il capo dello stato può presentare un emendamento costituzionale in questo senso, che deve poi essere confermato via referendum. Escarrà ha precisato che questo emendamento "contiene un solo articolo ed è già stato preparato".

In quanto alla possibilità che il Parlamento tenti di convocare un referendum per porre fine al suo mandato, l'erede di Chavez ha detto che "se un giorno la borghesia corrotta arriva al potere grazie alla sua guerra non convenzionale, il movimento rivoluzionario e il popolo intero scenderanno in piazza: sarà una insurrezione civico-militare e io sarò in prima fila per questa nuova rivoluzione".

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SDA-ATS