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Il miglioramento della legge sulla pianificazione del territorio, il fondo per il Finanziamento e ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria, la limitazione delle residenze secondarie, sono alcuni dei dossier sui quali Verdi si sono distinti nell'attuale legislatura.

Tuttavia, determinati obiettivi di primo acchito condivisi da buona parte degli schieramenti politici, come l'uscita dal nucleare, vengono ora rimessi in discussione dai partiti di destra, ha denunciato oggi a Berna durante una conferenza stampa, la copresidente dei Verdi, la consigliera nazionale Adèle Thorens (VD).

Passata l'emozione per il disastro di Fukushima, UDC e PLR stanno facendo di tutto per ritardare la chiusura delle centrali atomiche svizzere, tra cui Beznau, l'impianto in funzione da più anni a livello mondiale. Alle promesse non sono seguiti i fatti, ha rincarato il consigliere nazionale Balthasar Glättli (ZH), presidente degli ecologisti, secondo cui bisogna diffidare delle imitazioni.

Regula Rytz, consigliera nazionale bernese e copresidente dei Verdi, ha sottolineato, al pari dei suoi colleghi, l'importanza delle prossime elezioni, da cui dipenderà il futuro della politica climatica ed energetica elvetica.

I rappresentanti ecologisti hanno approfittato dell'occasione per stigmatizzare la campagna elettorale milionaria dei loro avversari, possibile solo grazie al forte sostegno di aziende, associazioni economiche e casse malattia.

Oltre ad impegnarsi per la transizione energetica e la protezione della natura, i Verdi intendono battersi nel prossimo quadriennio per una Svizzera aperta verso l'Europa, solidale con i migranti, e con una forte impronta sociale .

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SDA-ATS