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BERNA - I Verdi liberali non vogliono sopprimere la tassazione forfettaria per i ricchi stranieri che vivono in Svizzera, ma trasformarla. Riuniti oggi a Zugo i delegati hanno deciso di continuare ad operare per giungere ad una terza via in questa materia combattuta.
"Tra il sì e il no c'è un'altra possibilità", ha affermato all'ATS il presidente del partito Martin Bäumle. Intanto un gruppo di lavoro ha approntato due riforme che sono state trattate dai delegati, con qualche asprezza. Una maggioranza di essi ritiene che bisogna mantenere la controversa tassazione forfettaria in modo che la Svizzera rimanga attrattiva per chi ha alti redditi. I delegati si sono tuttavia pronunciati in favore di un'altra posizione che prevede il raddoppio della tassazione di base, cosa che, a loro dire, porterebbe a entrate fiscali supplementari.
In Svizzera vivono circa 5 mila stranieri che godono dell'agevolazione fiscale e che porta nelle casse cantonali 500 milioni di franchi, specialmente in Vallese, Vaud e Ginevra, considerati campioni in questa materia.
Il 28 novembre i cittadini avranno la possibilità di pronunciarsi sull'iniziativa socialista "Per imposte eque. Basta con gli abusi nella concorrenza fiscale". Essa si articola in tre punti. Vuole introdurre una aliquota d'imposta minima del 22% sui redditi imponibili di oltre 250'000 franchi e un tasso del 5 per mille sulle sostanze che superano i 2 milioni di franchi (imposte cantonale e comunale assieme). Infine, il testo prevede di vietare formalmente l'imposta regressiva.
Per il momento, soltanto il canton Zurigo ha abolito la tassazione forfettaria nel febbraio 2009, ma iniziative in tal sono sono pendenti in vari cantoni.

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SDA-ATS