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Le decisioni scaturite dal vertice di Bruxelles tra UE e Turchia per gestire la crisi dei migranti interesseranno in parte anche la Confederazione.

La Svizzera, avendo aderito all'accordo di Schengen, dovrà infatti procedere alla liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, prevista per quest'estate. Per quanto riguarda la politica dell'asilo, Berna partecipa invece al programma europeo su base volontaria, in osservanza dell'accordo di Dublino.

La Svizzera ha acconsentito ad accogliere 1500 rifugiati, 900 dei quali provenienti dall'Italia e 600 dalla Grecia. I primi arrivi sono previsti "in un futuro prossimo", ha indicato all'ats la portavoce della Segreteria di Stato per la migrazione Léa Wertheimer.

Convinta dell'importanza dei cosiddetti "hotspot" (centri di prima accoglienza dove identificare ed esaminare le domande di asilo), la Confederazione ha messo a disposizione dell'UE cinque membri del corpo delle guardie di frontiera. Essi sono attualmente al lavoro in Grecia, ha indicato all'ats dal canto suo l'Amministrazione federale delle dogane. Il loro mandato sta tuttavia per scadere e al momento non è previsto che altro personale elvetico venga impiegato.

Oltre a partecipare al programma di ridistribuzione interna all'UE dei migranti, la Svizzera si allinea ai 28 anche per quanto concerne il reinsediamento dei migranti nei loro paesi d'origine. Berna ha, parallelamente, avviato anche un proprio programma analogo. Complessivamente la Confederazione è pronta a offrire quest'opportunità a 1500 persone.

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SDA-ATS