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L'iniziativa Ecopop non permette uno sviluppo sostenibile adatto agli esseri umani e va in una cattiva direzione. È quanto sostiene la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), che invita anche a pregare per le vittime delle guerre in Siria e Iraq, e chiede alle associazioni islamiche in Svizzera di condannare la persecuzione delle minoranze religiose.

L'iniziativa "Stop alla sovrappopolazione - sì alla conservazione delle basi naturali della vita" (Ecopop), su cui il popolo e i cantoni saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 30 novembre, chiede una limitazione rigida dell'immigrazione e una pianificazione unilaterale della famiglia. Secondo i vescovi, che hanno tenuto all'inizio della settimana la loro assemblea a Givisiez (FR), l'immagine dell'umanità e della società presentata dal testo è contraria alla visione cristiana e alla dottrina sociale cattolica.

È con un ordine sociale rispettoso dei principi di solidarietà e partecipazione che si offre la migliore base per uno sviluppo sostenibile e dignitoso, è stato rilevato in una conferenza stampa a Berna. Inoltre, ognuno può aiutare a preservare le risorse naturali facendo una scelta di vita semplice, si legge nella nota.

Il presidente della CVS Markus Büchel ha voluto sottolineare come i tragici eventi in Iraq e Siria abbiano gettato un'ombra sull'assemblea. Di fronte alla paura e alla miseria che colpiscono le minoranze - fra cui i cristiani - i vescovi invitano a fornire tutto il sostegno possibile, che sia pregando o tramite opere caritatevoli, accogliendo rifugiati o con interventi statali nel quadro internazionale.

Gli alti prelati sperano che gli avvenimenti in corso non conducano a tensioni fra cristiani e musulmani in Svizzera. Vedrebbero con piacere una condanna da parte della comunità islamica elvetica contro la persecuzione delle minoranze religiose. Anche in Svizzera giovani musulmani si radicalizzano, in parte per ignoranza: l'iniziativa di offrire, presso la facoltà di teologia di Friburgo, informazioni sulla società svizzera agli imam, potrebbe contribuire e pace e sicurezza.

Durante l'assemblea si è anche presa conoscenza delle statistiche 2013 sugli "Abusi sessuali nel contesto ecclesiastico". Il documento rivela 11 vittime (nel 2012 erano 9) e 14 autori (9). Due vittime hanno denunciato abusi commessi nel 2013, tutti gli altri casi si riferiscono a eventi avvenuti fra il 1950 e il 1980.

Nessuna delle denunce riscontrate si riferisce alle categorie di abusi più gravi, come stupri o atti sessuali con persone non capaci di discernimento. La maggior parte dei casi si riferisce a gesti sessisti, approcci indesiderati o molestie sessuali.

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SDA-ATS