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Vicenda Sara: le donne di casa Misseri, Michele vuole ritrattare

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 ottobre 2010 - 21:18
(Keystone-ATS)

AVETRANA - In questa lunghissima giornata di attesa, sono di nuovo le donne le protagoniste dell'omicidio di Avetrana. Proprio le donne della famiglia Misseri, oggi, hanno aspettato una buona notizia, che però non è mai arrivata. Anzi, dopo l'interrogatorio di garanzia, Sabrina resta in carcere con la gravissima accusa di concorso in omicidio e sequestro di persona dalla cugina quindicenne Sara Scazzi: il suo fermo è stato confermato dal gip. E nel pomeriggio in Procura davanti ai magistrati è comparsa anche la mamma di Sabrina, Cosima Serrano.
Già ieri si era diffusa la notizia che anche lei sarebbe stata ascoltata e così, oggi, i giornalisti si sono assiepati sotto casa Misseri di buon mattino. Ma Cosima e Valentina, la sorella di Sabrina, rimaste da sole nella bella villetta di via Deledda - dove anche oggi ha fatto capolino qualche curioso "armato" di telefonino per scattare foto - sono uscite molto presto, prima dell'alba, per portare la biancheria a Sabrina, in carcere, a Taranto.
"Il povero Michele Misseri" non contava nulla in casa sua, viveva "accerchiato in un gineceo" e "non gestiva neppure un centesimo": la rappresentazione di un uomo completamente in balia delle donne di casa sua è fornita dal suo difensore, avv.Daniele Galoppa, in una conferenza stampa nella quale conferma l'intenzione del suo assistito di ritrattare le proprie dichiarazioni nella parte in cui ha raccontato di aver stuprato il cadavere della piccola Sara.
La posizione di debolezza di Michele Misseri nella sua famiglia spiegherebbe, secondo il legale, anche la sua confessione "a pezzi". Secondo il legale, Misseri avrebbe parlato dello stupro del corpo morto di Sara per dare un senso alla propria confessione, per dare una spiegazione dell'omicidio.
La nuova dichiarazione di Michele Misseri, con la quale dirà di non aver mai commesso la violazione del corpo senza vita della piccola Sara, consentirà all'uomo di non essere più chiamato 'mostrò, secondo il suo difensore. Il legale ne ha parlato con i giornalisti confermando che il proprio assistito ha intenzione di dire ai magistrati che non ha commesso lo stupro, che aveva confessato nelle scorse settimane.
Il difensore ha aggiunto di non sapere perchè il suo assistito avrebbe deciso di ritrattare lo stupro. Forse, dopo aver parlato con cappellani in carcere. Il nuovo interrogatorio non si sa per ora quando sarà fatto: l'istanza, infatti, non è stata ancora presentata perchè Michele ha comunicato la decisione di ritrattare la violenza solo oggi pomeriggio.

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