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Vicenda Strauss-Kahn: cameriera piange in tv, Dio sa che dico vero

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 luglio 2011 - 19:53
(Keystone-ATS)

Piange, si asciuga le lacrime con un fazzoletto bianco arrotolato tra le mani. E implora "non sono una prostituta. E non lo sono mai stata. Dio mi è testimone, sa che sto dicendo la verità". Nafissatou Diallo rompe il silenzio. La cameriera che ha accusato di stupro l'ex capo del Fmi, Dominique Strauss-Kahn per la prima volta mostra il suo viso al mondo.

E davanti alle telecamere di Abc News, offre la sua commovente versione dei fatti. "Non avrei mai voluto uscire in pubblico, ma non avevo altra scelta. Lo dovevo fare, lo dovevo per me stessa e per dire la verità", ha detto la donna. Con un look dimesso, maglietta bianca, giacca color pesca, pantaloni neri, capelli scuri corti sulle spalle e un trucco appena accennato, Nafissatou è apparsa convincente: "Voglio giustizia, voglio che vada in galera...", ha implorato alle telecamere.

Le sue prime dichiarazioni alla stampa, anticipate ieri dal Newsweek, oggi campeggiano sulle prime pagine dei tabloid più venduti d'America. Il new York Post titola: 'La cameriera dice tutto, rompe il silenzio su quel giorno fatale'. Lo stesso fa il Daily Mail: 'Parla la cameriera di Dsk: voglio che vada in galera". Passata dal ruolo di accusatrice a quello in teoria di imputata di tentata estorsione, in tv ha ribadito la sua linea di sempre: quando è stata aggredita non aveva idea di chi fosse il suo violentatore. Solo il giorno dopo, leggendo i giornali, ha capito in che storia era finita.

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