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BERNA - La presidente del Consiglio degli Stati Erika Forster si dice sorpresa dall'interesse suscitato nei media dalla discussione riguardo all'opportunità di creare o meno una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sulla vicenda UBS. L'Ufficio del Consiglio degli Stati ha deciso a inizio marzo di posticipare la sua presa di posizione.
In un'intervista pubblicata oggi dalla "Mittelland Zeitung", Forster dichiara di non poter fare a meno di pensare che in questa vicenda molti consiglieri nazionali stiano operando non solo per la trasparenza, ma anche per mettersi in evidenza. Dietro a tutto ciò, aggiunge ancora, non ci sono soltanto motivazioni nobili.
Il 3 marzo scorso, l'Ufficio del Consiglio degli Stati aveva deciso con 4 voti contro 2 di attendere il rapporto finale delle commissioni della gestione del Parlamento sul caso UBS prima di esprimersi. La decisione di creare o meno una CPI non sarà dunque presa prima di giugno.
Questo rinvio ha suscitato ampie critiche in seno al Consiglio nazionale. Per Erika Forster le commissioni della gestione hanno invece svolto un lavoro di grande qualità. Il Consiglio nazionale vede evidentemente le cose in un'altra maniera, continua la presidente degli Stati, e forse non le crede capaci di fornire risultati soddisfacenti. "Forse il Nazionale ha eletto in commissione le persone sbagliate", conclude.
Alla Camera del popolo PS, UDC e Verdi sembrano tuttavia aver trovato il modo - tramite una mozione dei tre partiti - di votare ancora durante questa sessione sulla creazione di una CPI. Spetterà mercoledì mattina all'Ufficio del Nazionale decidere se porre la mozione nell'agenda dell'assemblea plenaria entro la fine della settimana.
Un eventuale voto su una CPI al Nazionale non servirà tuttavia ad accelerare le cose dato che, in ogni caso, l'Ufficio del Consiglio degli Stati si esprimerà soltanto in giugno.

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SDA-ATS