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L'Austria mette al bando il burqa dai luoghi pubblici

KEYSTONE/TI-PRESS/GABRIELE PUTZU

(sda-ats)

La linea dura di Vienna sui migranti prende corpo in una misura dal forte valore simbolico.

Il governo di grande coalizione ha varato ieri il divieto del burqa (ovvero il velo islamico integrale) negli spazi pubblici, e la limitazione della distribuzione del Corano da parte dei salafiti.

Elementi esemplari del cosiddetto pacchetto di integrazione, a cui ha lavorato l'esecutivo del cancelliere Christian Kern, e che ha visto imporsi il polso fermo del giovane ministro degli Esteri e dell'Integrazione Sebastian Kurz. Chi violerà la regola, coprendosi il volto, sarà esposto a una multa di 150 euro, a partire da luglio, quando sarà in vigore. Adesso la parola spetta al Parlamento.

Stando alla nuova normativa, i richiedenti asilo che abbiano buona prospettiva di restare nel Paese sono inoltre tenuti a frequentare un corso di un anno - "anno dell'integrazione" - per apprendere la lingua e i valori del posto. Ed è prevista anche la prestazione di un lavoro socialmente utile.

Una misura che i socialdemocratici preferiscono definire come "training lavorativo temporaneo". In realtà il senso di una prescrizione del genere è anche più ampio: "Solo così le persone possono guadagnarsi il rispetto della maggioranza della società", ha affermato il ministro Kurz. Chi dovesse rifiutarsi di prendere parte a queste iniziative sarebbe colpito con il taglio degli aiuti.

"Un cambiamento paradigmatico, perché per la prima volta vengono coinvolti anche i richiedenti asilo nelle misure", ha commentato la sottosegretaria Muna Duzdar (SPOE), commentando il pacchetto di sua competenza, che prevede costi per 200 milioni di euro fino alle fine del 2018.

Trovato l'accordo interno al governo, dopo mesi di discussione, questi provvedimenti sono stati comunque fortemente criticati dall'esterno. E le polemiche rimbalzano su alcuni media tedeschi. Per Amnesty International, secondo quanto riporta il Dresdner Neueste Nachrichten, il veto che colpisce le donne che intendono nascondere il viso col velo sarebbe "inadeguato e sproporzionato, oltre che anticostituzionale". E anche la comunità islamica ha affermato che le misure previste sono un attacco alla diritto alla considerazione della vita privata, e alla libertà di religione e di opinione. La camera austriaca degli avvocati rigetta il divieto come "espressione di una educazione di stato".

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SDA-ATS