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Vini esenti da dazio da Mercosur, impatto limitato su produttori CH

Vendemmia in una tenuta a Mendoza, a 1000 km da Buenos Aires (Argentina). KEYSTONE/AP/NATACHA PISARENKO sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 febbraio 2020 - 14:27
(Keystone-ATS)

La decisione dei Paesi Aels (Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein) di concedere ai Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) un contingente di 35'000 ettolitri di vino rosso esente da dazio è sopportabile per i produttori elvetici.

È quanto risponde il Consiglio federale a un'interpellanza del consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI), preoccupato per questa concessione, fatta nell'ambito dei negoziati su un accordo di libero scambio Aels-Mercosur.

Romano - tra l'altro presidente dell'Organizzazione di categoria della vite e dei vini svizzeri (IVVS) - ricorda che 35'000 ettolitri corrispondono alla produzione annua del Cantone di Neuchâtel o del Canton Sciaffusa: non si tratta a suo avviso quindi di "piccola cosa per il mercato svizzero", nel quale già oggi i vini indigeni non possono combattere ad armi pari con quelli importati che sono immessi sul mercato svizzero a prezzi vantaggiosi.

Nella sua risposta il governo rammenta che l'Unione svizzera dei contadini è stata informata su quanto si stava discutendo. Oltre a ciò, nel 2018 le importazioni di vino rosso dai Paesi del Mercosur sono state di 28'550 ettolitri; il contingente doganale preferenziale di 35'000 ettolitri rappresenta all'incirca l'accesso al mercato svizzero di cui godono attualmente questi paesi latinoamericani.

Poiché il volume del contingente corrisponde a circa il 2% del consumo svizzero di vino rosso, gli "impatti attesi di questa concessione non sono significativi e saranno pienamente sopportabili dal mercato dei vini svizzeri".

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