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Violenza domestica: un morto ogni due settimane

I minori sono spesso vittime collaterali della violenza domestica (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/EPA/BRITTA PEDERSEN

(sda-ats)

In Svizzera ogni giorno 11 persone (di cui 9 donne o ragazze) sono vittime di una lesione dell'integrità sessuale e ogni due settimane si registra un morto per violenza domestica. Oltre 270 professionisti si sono riuniti oggi a Berna per discuterne.

La violenza sulle donne e la violenza domestica sono un grave problema, afferma in un comunicato odierno l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), che ha organizzato il congresso. Ogni anno 27'000 minori sono inoltre coinvolti nella violenza di coppia.

Dal primo aprile 2018 in Svizzera è in vigore la Convenzione del Consiglio d'Europa (detta Convenzione di Istanbul) che mira a prevenire e lottare contro questi tipi di violenza. Essa esorta la Confederazione e i cantoni ad agire. Le principali competenze in questo campo sono demandate ai cantoni. A loro spettano la protezione delle vittime, il perseguimento penale e l'assunzione di misure di protezione.

Secondo Jacqueline Fehr, consigliera di Stato di Zurigo, sono diversi gli approcci che si sono dimostrati efficaci nella prassi. Ad esempio l'obbligo di richiamare all'ordine tempestivamente gli autori di violenza da parte della polizia, che - secondo Fehr - bisognerebbe estendere a tutto il territorio svizzero; l'assistenza ai minori colpiti, che andrebbe prestata in funzione dell'età; e l'aiuto alle vittime di reati, che occorrerebbe far conoscere meglio.

In una pubblicazione, l'UFU fornisce una panoramica di tutti gli attori federali coinvolti che, attraverso un'ottantina di compiti e misure, contribuiscono ad applicare la Convenzione di Istanbul. Una seconda pubblicazione propone un piano di attuazione in cui sono definiti i ruoli e la collaborazione tra Confederazione, cantoni e società civile.

Il Consiglio d'Europa verifica regolarmente l'attuazione della convenzione nei singoli Stati parte. Il primo rapporto periodico della Svizzera è previsto non prima del 2020.

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