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Visite in case anziani vanno favorite, non proibite, dice esperto

I contatti sociali sono fondamentali anche nella terza età. KEYSTONE/LAURENT GILLIERON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 agosto 2020 - 08:30
(Keystone-ATS)

Le visite nelle case per anziani vanno favorite, non proibite: lo sostiene il presidente della Società professionale svizzera di geriatria (SPSG) Andreas Stuck, che preme affinché le persone in là con gli anni non siano isolate dalla società a causa del coronavirus.

"Il modo in cui devono essere affrontate le visite deve essere regolamentato a livello nazionale", afferma il dottore in un'intervista pubblicata oggi dalle testate di Tamedia. "Non è accettabile che in un cantone o addirittura in alcuni comuni viga un divieto assoluto, mentre in altri la questione sia gestita in modo diverso. È ancora meno accettabile che gli istituti vengano lasciati a sé stessi e che ciascuno stabilisca le proprie regole. Questo non lo capisce nessuno. Abbiamo bisogno di linee guida chiare e nazionali".

All'inizio della pandemia, quando il paese non era preparato, il divieto di visita era giusto. "Ma ora possiamo basarci sull'esperienza acquisita e procedere gradualmente. Una proibizione per un lungo periodo di tempo è in ogni caso impensabile", afferma il medico. Le visite "vanno non solo rese possibili, ma anche favorite".

La mancanza di contatti è infatti particolarmente negativa per gli anziani e va evitata, attraverso un piano di protezione da istituire a livello nazionale. In primo luogo deve essere disponibile il materiale di protezione (mascherine e altro), secondariamente questi strumenti devono essere impiegati correttamente (il personale va formato) e, terzo punto, devono essere disponibili spazi per isolare le persone ammalate di Covid-19, che vanno adeguatamente curate.

"Gli anziani nelle case di riposo dovrebbero essere in grado di mantenere i contatti sociali e rimanere attivi nonostante il coronavirus", riassume l'esperto. "Il mio messaggio è che gli ospiti non devono essere isolati dalla società e dalle loro attività quotidiane".

A chi è nella terza età e vive magari da solo in casa propria, il dottore suggerisce i contatti personali, le telefonate, le videochiamate, ma anche l'attività fisica quando possibile in gruppo. "Tuttavia non posso veramente consigliare alle persone anziane e alle persone con disabilità motorie di tornare a fare acquisti nei negozi, fino a quando non vi sarà l'obbligo di indossare mascherine".

Secondo Stuck attualmente i cantoni dovrebbero rendere obbligatorio l'uso delle protezioni facciali nei punti di vendita. "È stato dimostrato nel caso del trasporto pubblico: non funziona su base volontaria, ma quasi tutti seguono le regole". Si tratta di limitarsi un po' tutti, per permettere agli anziani di andare a fare la spesa tranquillamente: un contratto intergenerazionale, conclude il dottore.

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