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Esperti dell'Università di Zurigo hanno appurato che l'assunzione ad alte dosi di vitamina D protegge dalle fratture ossee, problema particolarmente diffuso nella popolazione di oltre 65 anni.

Finora gli specialisti si sono espressi in modo controverso sulla effettiva efficacia della somministrazione preventiva - e costosa - di vitamina D per diminuire il numero di fratture, sottolinea oggi il Fondo nazionale svizzero (FNS), che ha finanziato la ricerca ora pubblicata nel "New England Journal of Medicine".

Il team condotto da Heike Bischoff-Ferrari, del centro anziani e mobilità dell'università di Zurigo, in collaborazione con l'ospedale Waid ha preso in considerazione 30'000 persone, controllando attentamente la dose di vitamina D da loro effettivamente assunta. È risultato che fra coloro che ne ricevevano almeno 800 UI (Unità Internazionali) al giorno, ossia circa 20 microgrammi, il rischio di rottura dell'anca è calato del 30%. Lo studio corrobora quindi il consiglio della Fondazione internazionale per l'osteoporosi (IOF), che la popolazione di oltre 60 anni dovrebbe assumere circa 1000 UI di vitamina D al giorno.

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SDA-ATS