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Al via la commissione d'inchiesta dell'Europarlamento sul Dieselgate, che dovrà indagare sia sulla violazione delle regole dell'Ue sulle emissioni da parte dei produttori auto che sulle presunte carenze degli Stati membri e della Commissione Ue nel farle rispettare.

L'Aula di Strasburgo ne ha definito oggi il mandato e nominato i 45 membri. Intanto i Costruttori auto europei (Acea), che ribadiscono di essere favorevoli ai nuovi test sulle emissioni sia di CO2 che di ossidi di azoto (NOx), chiedono però di armonizzare le due legislazioni, che al momento procedono separatamente, in particolare le date di entrata in vigore.

La commissione dell'Eurocamera - che si riunirà per la prima volta a febbraio per nominare presidente e copresidenti - è chiamata ad appurare le eventuali inadempienze della Commissione europea e dei Ventotto nel far rispettare le norme comunitarie relative ai cicli di prova che verificano i livelli di emissioni, nel mettere in atto misure appropriate di sorveglianza e nella introduzione di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le violazioni. E, quindi, se Bruxelles abbia ritardato l'introduzione dei nuovi test in condizioni di guida reali.

Altro punto quello delle informazioni: la commissione d'inchiesta dovrà verificare se l'esecutivo europeo e i governi sapessero già dell'uso del software per 'truccare' le emissioni, vietato dalle norme dell'Ue dal 2007, e se hanno preso misure adeguate per garantirne il rispetto.

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SDA-ATS