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Il comitato dell'iniziativa "Sì alla medicina di famiglia" (nel frattempo ritirata), spalleggiato dalla maggior parte delle associazioni professionali di pronto soccorso, si è espresso oggi a favore del decreto federale concernente le cure mediche di base, in votazione il prossimo 18 maggio, che ha assorbito buona parte delle richieste contenute nell'iniziativa.

"Di fronte alla sfide che si profilano, soltanto cure di base fondate su di un articolo costituzionale saranno in grado di assicurare nel tempo i bisogni della popolazione", ha dichiarato oggi a Berna davanti ai media il dottor Peter Tschudi, presidente del comitato d'iniziativa, ritirata dai medici di famiglia lo scorso settembre. In caso di accettazione popolare il decreto, che rappresenta un controprogetto del parlamento all'iniziativa e risponde in pieno alla rivendicazioni, imporrà alla Confederazione e ai Cantoni di rafforzare le cure mediche di base e di promuovere la medicina di famiglia.

La popolazione invecchia e nel contempo aumentano i pazienti colpiti da malattie croniche, facendo così crescere la domanda di prestazioni mediche, di cure e di assistenza. Già oggi i medici di famiglia effettuano trattamenti di emergenza e interventi semplici. "Trattano quasi il 70% di tutti i pazienti, dalla A alla Z senza il trasferimento a specialisti", ha dichiarato Jürg Schlup, presidente della Federazione di medici svizzeri (FMH).

Parallelamente molti generalisti si avvicinano all'età della pensione e non trovano successori per i loro studi medici. "Secondo le nostre stime nel 2030 quasi il 60% dei generalisti avrà più di 55 anni e bisognerà invertire fin d'ora questa tendenza", ha rincarato Pierre-Yves Rodondi, membro del comitato della Società svizzera di medicina interna.

Il piano direttore avviato dal consigliere federale Alain Berset nel 2012, quale accompagnamento al controprogetto "si è rivelato estremamente efficace", secondo Marc Müller, presidente dei Medici di famiglia. Tale piano prevede in particolare di migliorare il finanziamento dei medici di famiglia e dei pediatri, i quali percepiranno in media 9,80 franchi in più per ogni consultazione. Le prestazioni fornite dai vari specialisti dovrebbero venir ridotte del 9%. Le nuove tariffe entreranno in vigore in autunno, indipendentemente dall'esito del voto del 18 maggio, aveva annunciato a febbraio il ministro della sanità Berset. Controprogetto a piano direttore hanno raccolto un ampio sostegno nel parlamento, tra i partiti politici e nei Cantoni. Anche i sondaggi pre-votazione dicono che la popolazione è d'accordo, sebbene gli indecisi siano ancora molti.

SDA-ATS