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Votazioni 28 novembre: PLR fa leva su bilaterali contro iniziativa UDC

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2010 - 17:19
(Keystone-ATS)

BERNA - L'iniziativa UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati", in votazione il 28 novembre, non è compatibile con la libera circolazione delle persone. Lo sostiene il PLR che avvalendosi di una perizia giuridica mette in guardia contro le conseguenze di un "sì" a tale proposta.
"Coloro che sono a favore della via bilaterale votano per il controprogetto e si oppongono all'iniziativa", ha dichiarato oggi in una conferenza stampa a Berna il consigliere agli Stati solettese Rolf Büttiker. Lo scrutinio - ha sottolineato - ha importanti ripercussioni per l'economia e la politica estera ed è quindi triste constatare la mancanza di impegno nella campagna delle votazioni da parte degli ambienti economici.
La perizia giuridica fornita dal professore zurighese Tobias Jaag giunge alla conclusione - come già altri esperti di diritto - che la libera circolazione delle persone non ammette alcun automatismo nei casi di rinvii. Questi sono autorizzati solo in situazioni di minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza.
Secondo Jaag le espulsioni sono possibili anche con gli accordi, ma solo dopo una attenta verifica dei singoli casi, come prevede il controprogetto.
Se l'iniziativa UDC dovesse essere accolta - precisa Jaag - il legislatore si troverebbe di fronte a un dilemma: seguire la volontà del popolo o il diritto internazionale. Nel caso in cui la Svizzera non rispettasse l'accordo di libera circolazione, la Commissione europea potrebbe arrivare a denunciarlo. Ciò comporterebbe l'annullamento di tutto il pacchetto dei bilaterali del 1999.
Senza giungere a tal punto, è molto probabile che la Commissione europea interverrà, ha aggiunto l'ex ambasciatore e storico elvetico Christian Blickenstorfer, ricordando come Bruxelles abbia richiamato la Francia riguardo l'espulsione dei Rom. Sono da prevedere contromisure in particolare in ambito fiscale, ha aggiunto.

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