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Il leader laburista Corbyn cerca la rimonta sulla premier May.

KEYSTONE/EPA/ANDY RAIN

(sda-ats)

Entra nel vivo a 10 giorni da voto la campagna elettorale in Gran Bretagna con la prima sfida in tv fra la premier conservatrice Theresa May e il leader dell'opposizione laburista Jeremy Corbyn, dato in parziale rimonta da alcuni sondaggi.

Ma si tratta in realtà di uno pseudo duello, visto che May evita il faccia a faccia, nel quale i due si limitano stasera a rispondere alle domande della stessa platea di spettatori dagli schermi di SkyNews, sotto la 'bacchetta' dell'anchorman Jeremy Paxman.

Al centro del dibattito, inevitabilmente, la minaccia terrorista, a una settimana esatta dal sanguinoso attentato suicida di Manchester. Ma anche l'economia, la politica sociale (cavallo di battaglia del Labour) e la Brexit (terreno preferito al contrario della May, che se ne presenta come garante).

Oggi i laburisti tornano ad attaccare la ricetta Tory sulla scuola, con il promesso rilancio delle vecchie Grammar Schools denunciato come soluzione elitaria. I conservatori cavalcano la polemica contro l'antica militanza di Corbyn nella sinistra radicale e pacifista rispolverandone la partecipazione, contestata anche dalla lobby degli 'Amici laburisti d'Israele', a un incontro di diversi anni fa con dirigenti palestinesi in cui risulta sia stata onorata la memoria di Atef Bseiso. Già capo dell'intelligence dell'Olp, Bseiso è additato come "terrorista" per il presunto ruolo svolto nella cattura di ostaggi alla Olimpiadi di Monaco 1972 e fu assassinato nel '92.

SDA-ATS

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