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SION VS - La vastissima rete di acquedotti vallesani - detti "bisses" in francese e "Suonen" in tedesco - è in odore di patrimonio mondiale dell'UNESCO. Trecento specialisti di varie discipline e di vari Paesi, riuniti da giovedì in un simposio sul tema a Sion (VS), hanno lanciato l'idea. I primi passi concreti inizieranno quest'autunno.
Il Canton Vallese ha chiaramente manifestato il proprio interesse e rappresentanti della Confederazione hanno pure fornito qualche garanzia, ha detto oggi all'ATS il presidente del comitato d'organizzazione Emmanuel Reynard, professore di geografia all'Università di Losanna.
Con i loro canali artificiali, fin dal Basso Medioevo, i vallesani hanno ingegnosamente sconfitto la siccità della loro regione e permesso uno sviluppo agricolo duraturo. Attualmente nel cantone si contano ancora 200 "bisses" per una rete complessiva di 1'000 chilometri.
Anche oggi la valle del Rodano a bassa quota gode di un clima particolarmente secco e caldo: i 600 millimetri di precipitazioni medie annuali fanno del Vallese il cantone più "asciutto" della Svizzera. A questo vanno aggiunti l'elevata pendenza dei versanti, il "föhn" e i venti dalle valli laterali. L'uomo, per garantire la pratica dell'agricoltura, ha dunque dovuto far ricorso all'irrigazione artificiale sfruttando l'acqua proveniente dai ghiacciai.

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SDA-ATS