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Il ghiaccio dell'Aletsch.

KEYSTONE/DOMINIC STEINMANN

(sda-ats)

Lo spostamento del pendio del Moosfluh, in territorio di Riederalp (VS), appena sotto al ghiacciaio dell'Aletsch, ha rallentato il ritmo rispetto allo scorso autunno.

Lo comunicano oggi le autorità cantonali, precisando che i sentieri della regione restano per sicurezza sbarrati.

Il movimento è provocato dal rapido ritiro del ghiacciaio dell'Aletsch: secondo i dati raccolti negli ultimi anni dal Politecnico federale di Zurigo (ETH) tramite GPS, radar, satellite e scansioni laser dell'aria e del terreno, il pendio del Moosfluh si sposta di circa 30 centimetri all'anno. Lo scorso ottobre una parte delle rocce ha accelerato, muovendosi per addirittura 70 centimetri al giorno.

Ora - scrivono le autorità - le velocità misurate sono dieci volte inferiori rispetto all'inizio dell'inverno e non sono state accelerate dallo scioglimento delle nevi. Stando all'evoluzione finora osservata, secondo gli specialisti è poco probabile che si verifichi un crollo di tutto il pendio. Per contro piccoli smottamenti occasionali vengono segnalati quotidianamente.

Gli esperti che tengono sotto controllo la zona hanno constatato che le aree interessate dallo spostamento sono disseminate da numerose spaccature che rendono il terreno irregolare e impraticabile. A causa "del deterioramento del terreno" e "per il pericolo di caduta massi", l'accesso alla zona del pendio è "severamente vietato", ricordano le autorità.

SDA-ATS

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