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Un allevatore vallesano è stato condannato per aver venduto e macellato nella sua fattoria due agnelli con il rito musulmano, una pratica vietata in Svizzera. Si tratta del secondo caso sanzionato dalla giustizia vallesana in un anno.

L'agricoltore è stato riconosciuto colpevole di violazione della legge federale sulla protezione degli animali, riferisce oggi il Walliser Bote. Con un decreto d'accusa, la giustizia ha inflitto all'uomo una pena pecuniaria di 900 franchi con la sospensione condizionale per due anni. L'allevatore dovrà inoltre pagare una multa di 300 franchi e farsi carico delle spese giudiziarie di 450 franchi.

La vicenda risale al 5 aprile quando l'allevatore ha venduto due agnelli a tre individui per una macellazione con il rito musulmano. Gli animali sono stati portati in un recinto situato all'esterno della fattoria, dove sono stati sgozzati senza essere stati prima storditi, mentre il loro sangue è stato ricoperto con della paglia.

L'agricoltore ha dichiarato alla polizia intervenuta sul posto che lo sgozzamento era avvenuto a sua insaputa e di aver visto il sangue soltanto in presenza degli agenti.

Un altro allevatore vallesano è stato condannato in gennaio per aver venduto a una dozzina di persone undici pecore e autorizzato la loro macellazione con il rito islamico nella sua fattoria. L'uomo era già stato sanzionato per il medesimo motivo nel 2014.

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SDA-ATS