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L'accesso alla stazione di carico della Tamoil nella zona industriale di Aigle (VD) è stato bloccato questa mattina per circa quattro ore da sindacalisti e lavoratori della raffineria di Collombey (VS), che la direzione ha deciso di chiudere con il conseguente licenziamento di 233 persone.

L'azione di protesta è stata decisa in reazione alle proposte "inaccettabili" formulate dalla compagnia petrolifera durante i negoziati per la definizione di un piano di aiuti sociali.

Gli impiegati hanno suonato il campanello d'allarme affermando di essere sotto pressione e in numero insufficiente per garantire la sicurezza degli impianti. Garantire la sicurezza della raffineria e della popolazione è la priorità assoluta dei salariati, hanno indicato i manifestanti attraverso i loro rappresentanti sindacali.

Dall'annuncio, il 13 gennaio, del licenziamento collettivo regna tra il personale una grande incertezza. I dipendenti hanno votato oggi una risoluzione in cui chiedono a Tamoil di sospendere temporaneamente la produzione e le attività di consegna, perlomeno fino alla conclusione dei negoziati sul piano sociale. La rivendicazione è sostenuta dalla direzione operativa del sito. I sindacati hanno invitato la compagnia petrolifera a prendere una decisione in tempi rapidi.

Un appello è stato rivolto anche al Cantone del Vallese affinché vigili sull'applicazione della legge sul lavoro. Alcuni dipendenti devono infatti sostituire colleghi assenti per malattia o perché hanno trovato un altro impiego, accumulando ore supplementari.

Al centro dell'attenzione vi è stato il piano sociale: le trattative in merito, mercoledì scorso, sono state interrotte dopo che sindacati e rappresentanti del personale hanno abbandonato il tavolo negoziale, giudicando "inaccettabili" le proposte di Tamoil, perché ben al di sotto degli standard usuali in Svizzera. Una nuova riunione è in calendario il 17 febbraio.

Il 29 gennaio il personale aveva chiesto a Tamoil di indicare ad ognuno dei 233 dipendenti la data del loro licenziamento, ma invano: la compagnia si è finora rifiutata di fornire indicazioni in merito. Il destino della raffineria appare segnato a meno che si facciano avanti nuovi investitori. "Ci sono potenziali acquirenti seri, che si sono annunciati allo stato del Vallese. Loro sono persuasi che la raffineria è redditizia", hanno detto i salariati di Collombey.

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SDA-ATS