Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La Procura pubblica vallesana ha deciso di non dar seguito alla denuncia penale presentata dal Gruppo Lupo Svizzera (GLS) contro il consigliere di Stato Maurice Tornay per sue dichiarazioni a proposito del predatore. Il gruppo ambientalista accusa il presidente del governo cantonale di incitamento al bracconaggio.

Parlando del lupo ai microfoni della tv regionale Canal 9 durante una visita a Fiesch, nell'alto Vallese, dove aveva incontrato le autorità dei distretti di Goms e Raron, Tornay aveva dichiarato scherzando: "Vedere, sparare, seppellire, tacere".

Lo scorso 15 ottobre il GLS aveva annunciato di aver sporto denuncia penale contro di lui e gli aveva chiesto di ritirare pubblicamente quanto detto. In una nota diramata oggi, la Cancelleria dello Stato indica che la Procura ha emesso il 16 ottobre una ordinanza di non luogo a procedere, ritenendo che le dichiarazioni fatte dal consigliere di Stato PPD non siano state una istigazione al reato, ma una semplice battuta scherzosa.

Il presidente del GLS David Gerke, interpellato dall'ats, ha detto che il Gruppo accetta la decisione e non intende presentare ricorso. Non si trattava tanto di ottenere una condanna, ma piuttosto un pubblico distanziamento da qualsiasi forma di bracconaggio, cosa che purtroppo non è avvenuta, ha affermato.

Il tema lupo scalda regolarmente gli animi in Vallese, dove dal 1998 sono già stati abbattuti otto di questi predatori. All'inizio di settembre i guardacaccia hanno ucciso l'esemplare che scorrazzava nella valle di Goms, dopo autorizzazione del consigliere di Stato competente Jacques Melly. Il 26 settembre, il WWF ha presentato una denuncia all'autorità di vigilanza della Confederazione contro il Cantone, sostenendo che in nessun altro luogo in Svizzera le severe norme di protezione del predatore vengono trascurate come in Vallese.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS