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Matrimonio zingaro sotto alta sorveglianza oggi a Collombey-Muraz, nel Basso Vallese: la polizia ha messo a punto un dispositivo di sicurezza attorno all'accampamento di una sessantina di roulotte, dopo che negli scorsi giorni la tensione con gli abitanti del luogo ha raggiunto livelli di guardia, stando alle dichiarazioni apparse sulla stampa.

Gli zingari venuti da Francia e Germania, che si erano accampati domenica scorsa in un prato senza chiedere il permesso al proprietario, hanno negoziato martedì un risarcimento di 5500 franchi con quest'ultimo e hanno promesso di lasciare la zona entro domani alle 14.00. La tariffa convenuta è quella che avrebbero dovuto pagare per il luogo di campeggio ufficiale a Martigny (VS), che tuttavia può ospitare soltanto una trentina di roulotte.

Il dispositivo di polizia sembra essere discreto. Nessun gendarme si trova nelle vicinanze del tendone dove deve tenersi il matrimonio e nessun rappresentante delle forze dell'ordine vi si recherà, ha detto all'ats Jean-Marie Bornet, portavoce delle forze dell'ordine. La circolazione è limitata su alcune strade comunali.

L'arrivo dei nomadi ha messo in agitazione Collombey-Muraz, nei pressi di Monthey, e tutto lo Chablais vallesano. La vicenda ha fatto notizia sulla stampa di tutta la Svizzera. Il proprietario del prato ha sostenuto che quando si è recato con alcuni colleghi contadini all'accampamento è stato accolto dagli zingari in modo tutt'altro che amichevole. Secondo quanto ha dichiarato al giornale svizzerotedesco "20 Minuten", avrebbero addirittura minacciato di uccidere la sua famiglia e di mettere fuoco al villaggio. Poi le parti hanno finito per trovare un accordo.

La vicenda ha messo in evidenza l'impotenza della giustizia di fronte a simili occupazioni abusive. La magistratura ha infatti le mani legate. Il campeggio illegale non è una violazione di domicilio se la parcella in questione non è recintata o nelle immediate vicinanze di una casa, ha detto all'ats il procuratore vallesano Nicolas Dubuis.

Dal canto suo Bornet si augura che il malcontento degli abitanti della regione non sfoci in una "risposta irrispettosa alla mancanza di rispetto di questa gente". A suo avviso è ormai tempo che una presa di coscienza di questo problema ricorrente avvenga a livello politico, con sanzioni dissuasive e una soluzione globale.

Per quanto riguarda depredazioni e sporcizia - il proprietario ha parlato a "20 Minuten" di un "gigantesco porcile", con escrementi e rifiuti dappertutto - si applica il regolamento comunale. Ma se il proprietario sporge denuncia, la polizia - rileva il portavoce - non è in grado di perseguire centinaia di nomadi che probabilmente non hanno un indirizzo fisso.

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SDA-ATS