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Un allevatore vallesano è stato condannato per aver venduto 11 pecore ad una dozzina di persone e autorizzato la loro macellazione con il rito islamico nella sua fattoria. La pratica che consiste a sgozzare l'animale senza averlo prima stordito è vietata in Svizzera.

All'agricoltore, residente nel Basso Vallese, è stata inflitta una multa di 1200 franchi; dovrà inoltre farsi carico delle spese giudiziarie per 600 franchi. Secondo il Ministero pubblico vallesano, che conferma la notizia data oggi da Le Nouvelliste, l'allevatore era già stato condannato per il medesimo motivo nel 2014 al pagamento di una multa di 500 franchi.

Il contadino è stato riconosciuto colpevole di infrazione alla legge federale sulla protezione degli animali e alla legge sulle derrate alimentari, a causa delle "deplorevoli" condizioni di igiene in cui è avvenuta la macellazione.

In settembre, l'allevatore ha venduto undici ovini ad una dozzina di persone e le ha autorizzate a sgozzare gli animali sul posto in base al rito musulmano, senza che siano stati prima storditi.

La scena non è sfuggita ad altre persone, che hanno segnalato l'accaduto al servizio cantonale del consumo e degli affari veterinari, che ha denunciato il caso alla giustizia. Le carcasse delle pecore sono state rinvenute nella fattoria e nelle vetture degli acquirenti.

In Svizzera, gli animali destinati alla macellazione devono essere storditi prima di essere uccisi in un macello ufficiale. L'uccisione nella fattoria è autorizzata unicamente se la carne è destinata all'allevatore e non alla vendita.

Poiché la macellazione rituale è vietata in Svizzera, le comunità musulmane e ebree sono attualmente costrette ad importare la carne halal o kasher, preparata secondo i dettami della loro religione.

In ottobre, la commissione della scienza del Consiglio degli Stati ha rifiutato di dar seguito ad una iniziativa parlamentare presentata da Yannick Buttet (PPD/VS), che chiedeva di sottoporre queste carni ad un obbligo di dichiarazione. L'omologa commissione del Nazionale si era invece espressa a favore in giugno.

SDA-ATS

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