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Un pedofilo recidivo ha contestato oggi al Tribunale cantonale vallesano una misura d'internamento decisa nei suoi confronti.

KEYSTONE/CHRISTIAN MERZ

(sda-ats)

Un pedofilo recidivo ha contestato oggi al Tribunale cantonale vallesano una misura d'internamento decisa nei suoi confronti lo scorso maggio. Giudica la procedura giuridica non corretta e chiede la liberazione.

Il suo avvocato ha criticato e contestato il procedere, definendolo contrario alla legislazione federale. Se non alla liberazione, bisogna almeno arrivare al rinvio del dossier all'istanza precedente per una correzione.

Il Tribunale dell'applicazione delle pene non ha lavorato correttamente, secondo la difesa, e avrebbe dovuto decidere per prima cosa sulla misura terapeutica da seguire, dando possibilità di ricorso al Tribunale federale (TF), e solo dopo si sarebbe potuto parlare di internamento. L'avvocato ha già minacciato di impugnare al TF un eventuale giudizio sfavorevole.

Secondo un esperto sentito dalla corte, l'imputato in questione è difficilmente curabile. Il pericolo di recidiva in caso di liberazione è concreto. Una terapia ormonale avrebbe un effetto minimo.

L'uomo era stato condannato nel 2011 a 13 anni di prigione, portati a 11 anni e 8 mesi in appello. È stato riconosciuto colpevole di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale e violenza carnale. Le vittime erano, fra le altre, giovani ragazze che frequentavano il centro sportivo Fiesch (VS) negli anni 1990. L'arresto è avvenuto nel 2007 a Soletta.

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SDA-ATS