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Oskar Freysinger ce la farà a restare in governo?

KEYSTONE/DOMINIC STEINMANN

(sda-ats)

L'elettorato vallesano rinnova oggi l'esecutivo cantonale: mai in tempi recenti l'elezione del Consiglio di Stato ha suscitato nel cantone una simile attesa. Dopo i sorprendenti risultati del primo turno, tutti gli occhi sono puntati sull'UDC Oskar Freysinger.

Per i cinque seggi in palio si affrontano sette candidati, tre dei quali - i PPD Christophe Darbellay, Jacques Melly e Roberto Schmidt - si sono aggiudicati i primi posti il 5 marzo e dovrebbero, stando agli osservatori, essere eletti senza difficoltà.

L'incognita relativa all'attribuzione dei due rimanenti seggi ha alimentato una campagna insolita e particolarmente vivace, caratterizzata da polemiche e continui attacchi.

Oltre ad appoggiare i tre candidati PPD, al primo turno i votanti hanno attribuito ottime posizioni a due socialisti, un risultato senza precedenti nel cantone: il quarto posto era andato all'uscente Esther Waeber-Kalbermatten, mentre al quinto si era piazzato l'ex presidente del Consiglio nazionale Stéphane Rossini.

Altra sorpresa scaturita dalle urne il 5 marzo: lo smacco inflitto al consigliere di Stato uscente Oskar Freysinger, che aveva dovuto accontentarsi del sesto posto mentre quattro anni fa aveva ottenuto il miglior risultato.

Il PLR - estromesso nel 2013 dall'esponente democentrista - tenta dal canto suo di riconquistare il seggio governativo con Frédéric Favre, attuale responsabile delle risorse umane di Migros Vallese, arrivato tuttavia in nona posizione il 5 marzo.

Nessuno dei partiti in lizza ha ufficialmente stretto alleanze, ma in via privata diversi dirigenti esprimono una spiccata preferenza per un governo composto di tre PPD, un socialista e un PLR.

La questione che occupa tuttavia in priorità la maggioranza dei commentatori politici riguarda la sorte che gli elettori riserveranno a Freysinger: sarà rieletto, oppure no? Nel secondo caso, si tratterebbe della prima volta nella storia recente del cantone che un consigliere di Stato in esercizio candidato alla propria rielezione sarebbe congedato.

Sull'esito del voto pesa in modo determinante anche la Costituzione vallesana, che impone la presenza nell'esecutivo di un rappresentante di tre determinate circoscrizioni (composta ognuna da diversi distretti) e vieta l'elezione di più consiglieri di Stato appartenenti ad un medesimo distretto.

Queste disposizioni garantiscono praticamente un seggio a Christophe Darbellay, unico candidato della regione del Basso Vallese, ma escludono l'elezione simultanea di Stéphane Rossini e di Frédéric Favre, che risiedono entrambi nel distretto di Conthey. Qualora entrambi dovessero figurare fra i cinque candidati giunti ai primi posti risulterebbe eletto colui che avrà ottenuto il maggior numero di suffragi.

SDA-ATS

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