Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Si affievolisce la speranza di salvare la raffineria di Collombey (VS): le autorità vallesane non sono riuscite nel quadro di un incontro odierno a modificare le intenzioni della direzione della Tamoil. La questione dell'introduzione della disoccupazione parziale, dal canto suo, sarà esaminata martedì.

L'unico modo per salvare lo stabilimento - dove lavorano circa 200 persone - è di trovare un'azienda disposta a rilevarlo entro la scadenza del 31 marzo 2015 stabilita dal gruppo petrolifero, ha dichiarato il presidente del governo vallesano Jean-Michel Cina, dopo un incontro con la direzione della Tamoil.

Quest'ultima ritiene peraltro che non sia possibile condurre parallelamente una procedura di licenziamento collettivo e un'altra volta a introdurre la disoccupazione parziale. Il processo industriale della raffineria richiede la presenza dell'effettivo completo, indipendentemente dal volume di produzione, hanno precisato i dirigenti del gruppo.

Tamoil ha annunciato il 13 gennaio scorso la prossima chiusura della sua raffineria di Collombey. La società intende invece mantenere le attività nel commercio al dettaglio e all'ingrosso in Svizzera, dove dispone di una rete di 300 stazioni di servizio.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS