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VS: sparatoria di Daillon; regolamento di conti, afferma l'omicida

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 gennaio 2013 - 18:51
(Keystone-ATS)

Ha sparato per regolare una vecchia disputa famigliare l'uomo che mercoledì ha fatto fuoco nel villaggio vallesano di Daillon (VS), uccidendo tre donne e ferendo altre due persone. Nei suoi confronti è stato aperto un procedimento per assassinio e lesioni personali gravi. È anche stata disposta una perizia psichiatrica.

Lo sparatore ha rilasciato queste dichiarazioni nel corso di un interrogatorio svoltosi nella serata di ieri, secondo quanto annuncia il Ministero pubblico vallesano: è anche emerso che era in possesso di un fucile da caccia, un fucile a pallini, una pistola ad aria compressa e una rivoltella a salve. A casa sua sono inoltre stati ritrovati munizioni, pugnali e baionette.

Continuano intanto a rimanere critiche le condizioni di salute di uno dei feriti, di 33 anni, compagno di una delle donne uccise, che si trova in terapia intensiva ma è cosciente, secondo la polizia vallesana. In ospedale rimangono ricoverati anche un 63enne, zio dello sparatore, colpito da una pallottola ad una spalla, così come lo stesso omicida, raggiunto al torace dai proiettili sparati dalla polizia che è intervenuta per mettere fine al massacro. Nessuno dei due si trova in pericolo di morte.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il forsennato - beneficiario di una rendita di invalidità e già ricoverato in una clinica psichiatrica nel 2005 - ha dapprima fatto fuoco dalla sua abitazione e in seguito in strada. In totale ha esploso una ventina di colpi con un vecchio moschetto e un fucile a pallini. Le tre donne rimaste uccise avevano 79, 54 e 32 anni, madre quest'ultima di due figli piccoli.

La vicenda sta intanto interessando anche la giustizia francese che indaga sul misterioso massacro del settembre scorso di Chevaline, in Alta Savoia, in cui rimasero uccise tre persone, di nazionalità britannica, membri di una stessa famiglia. "La polizia francese ci ha inoltrato una richiesta" per poter interrogare lo sparatore di Daillon, ha detto il portavoce della polizia vallesana Jean-Marie Bornet citato dall'edizione online della "Tribune de Genève".

La sparatoria di Daillon è avvenuta a pochi giorni da una prevista riunione della Commissione parlamentare della politica di sicurezza, in programma lunedì e martedì prossimi. Al centro delle discussioni un rapporto del Consiglio federale sulle armi militari e sulle modalità per evitare che vengano usate per scopi impropri. La presidente della commissione, la consigliera nazionale Chantal Galladé (PS/ZH), si è detta convinta che sarà possibile raggiungere un consenso per colmare le attuali lacune legislative.

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