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Lo scandalo Volkswagen non danneggerà la buona reputazione dell'industria tedesca. Lo assicura la cancelliera tedesca, Angela Merkel, nel corso di una intervista a una radio tedesca augurandosi però che la casa automobilistica faccia "chiarezza al più presto".

Si tratta certo di un "evento drammatico" ma che non avrà impatto sul 'made in Germany', spiega Merkel. "Credo - ha sottolineato - che la reputazione dell'economia tedesca, la fiducia nell'economia tedesca, non sia stata così scossa".

Meno sicuro si mostra invece il neopresidente del gruppo automobilistico tedesco, Hans Dieter Poetsch secondo cui il dossier rappresenta una minaccia per il settore auto della Germania. Anche per questo la nuova campagna del nuovo Ceo Volkswagen, Matthias Mueller, in occasione dei 25 anni della riunificazione tedesca, punta sull'ammissione di colpa e la volontà di riconquistare la fiducia persa.

Sul fronte delle indagini interne a più livelli intraprese sembra intanto emergere come diversi ingegneri della Volkswagen abbiano ammesso di avere installato software per manipolare i dati sulle emissioni nel 2008, secondo la Bild am Sonntag. I tecnici avrebbero ammesso che la decisione di usare i software sarebbe stata presa dopo che non erano riusciti a tenere insieme il rispetto degli standard per le emissioni e il contenimento dei costi.

Una ricerca britannica rilancia i sospetti dello scandalo emissioni che ha colpito il colosso di Wolfsburg anche su altre case automobilistiche: Bmw, Ford, Mazda e Mercedes. A condurre una serie di test su veicoli con motore diesel è stato l'Institute for Transport Studies dell'Università di Leeds, sovvenzionato dal governo del Regno Unito. Secondo il Mail on Sunday, che pubblica i risultati della ricerca, in certi casi i fumi tossici emessi dai veicoli supererebbero di sette volte il limite imposto dalla legge.

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SDA-ATS