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Apprendisti svizzeri a scuola

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

La Svizzera ha il miglior sistema educativo, in particolare per quanto riguarda la formazione professionale, e si piazza al terzo posto nella classifica dello sviluppo del capitale umano stilata dal Forum economico mondiale (WEF).

Ai primi due posti in quest'ultimo ambito Norvegia e Finlandia.

L'indicatore (Human Capital Index) identifica le capacità di un paese a sviluppare e utilizzare una manodopera sana, formata e competente. Il barometro considera quattro aspetti per valutare l'ottimizzazione del capitale umano, ossia l'istruzione, la salute e il benessere, l'occupazione e il contesto (condizioni giuridiche, infrastrutture e altri fattori che incoraggiano ricadute positive sullo sviluppo del capitale umano).

La Svizzera è in testa per quanto riguarda l'utilizzo delle competenze specialistiche sul lavoro e in seconda posizione per la formazione della manodopera della prossima generazione e la formazione continua dei lavoratori attuali. La quota di lavoratori altamente qualificati è la terza più elevata a livello mondiale.

Le sfide che deve affrontare la Svizzera riguardano piuttosto "l'accumulazione di competenze tramite il lavoro", dove si piazza solo al 40esimo posto. Il tasso di disoccupazione è basso, ma "la sottoccupazione e i livelli poco elevati di partecipazione alla forza lavoro creano preoccupazione", sottolinea il WEF. Altro criterio in cui la Confederazione non eccelle: gli investimenti nell'educazione, dove occupa solo la 28esima posizione.

La Svizzera nel 2013 - prima edizione del rapporto sul capitale umano - era in testa alla classifica. Nel 2015 e 2016 è stata superata da Norvegia e Finlandia. Questi tre paesi sono gli unici ad aver raggiunto il 75% del capitale umano. A livello mondiale la percentuale supera di poco il 60%.

Bisogna "adattare i nostri sistemi educativi all'apprendimento necessario alla manodopera di domani", afferma il presidente e fondatore del WEF Klaus Schwab. Lo Human Capital Report 2017 mette in evidenza come "l'incapacità dei paesi di sviluppare adeguatamente il talento dei giovani stia sostenendo le disuguaglianze e li stia privando di opportunità e di un accesso a lavori migliori".

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SDA-ATS