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Molti incontri al vertice con ministri e capi di governo, parecchi dossier sensibili affrontati, ma pochi i veri progressi registrati. È questo il bilancio dei sei consiglieri federali al Forum economico mondiale (WEF) di Davos, che si è chiuso oggi.

WIDMER-SCHLUMPF SODDISFATTA - Malgrado alcune questioni spinose, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf si è presentata ieri davanti ai media con un sorriso. La Francia - ha detto la ministra delle finanze - ha ammesso che la sua decisione di modificare la convenzione di doppia imposizione, senza avvertire la Svizzera, non è cosa degna delle relazioni tra due Paesi vicini.

Con il commissario europeo al mercato interno, Michel Barnier, la consigliera federale ha invece affrontato un altro dossier delicato: la fiscalità delle imprese. Sfumato - a causa di un'influenza - un colloquio con il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, a Davos Widmer-Schlumpf ha incontrato la direttrice generale dell'FMI, Cristine Lagarde, alla quale ha fatto presente che Berna auspica di conservare la sua percentuale di voti nel Fondo, proprio mentre si discute di aumentare quella dei paesi emergenti e in via di sviluppo.

MAURER CONTENTO - "Il bilancio è positivo". Questa la valutazione che il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha fatto della sua partecipazione al WEF, anche se non è riuscito ad organizzare un incontro con Angela Merkel. Maurer ha cercato in ogni modo di fissare un appuntamento con la cancelliera tedesca, ma il colloquio è saltato a causa del programma, eccessivamente carico per entrambe le parti.

Colpa delle critiche che Maurer ha rivolto alle grandi nazioni, accusate di esercitare pressioni sugli Stati più piccoli? "Non credo", ha detto il consigliere federale. Prima delle elezioni d'autunno in Germania, ha aggiunto, non vi saranno nuove discussioni in tema di accordi fiscali, e nemmeno con l'Italia. Il premier Mario Monti ha assicurato a Maurer che la vicina Penisola si impegnerà per una ripresa dei colloqui, ma il ministro UDC si è detto scettico, dato che l'Italia ha problemi ben più importanti da risolvere.

PER SCHNEIDER-AMMANN, 30 INCONTRI - In assenza di membri del governo cinese, il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha incontrato il vice ministro dell'economia. "Pechino è seriamente interessata a un accordo di libero scambio con la Confederazione", ha indicato il ministro PLR. Malgrado il magro bilancio davosiano, Schneider-Ammann ha affermato che la trentina di colloqui che ha avuto gli hanno risparmiato due mesi di spostamenti all'estero.

PER LEUTHARD, DOSSIER ELETTRICO - Dal canto suo, la ministra dell'energia Doris Leuthard ha incontrato a Davos il suo omologo europeo Günther Oettinger. La consigliera federale si è detta preoccupata per il dossier elettrico: "penso che non ci si renda pienamente conto delle conseguenze per la Svizzera se un accordo non sarà firmato entro la fine del 2014".

BERSET, INCONTRI CON VARI MINISTRI - Il consigliere federale Alain Berset ha invece approfittato del WEF per allacciare diversi contatti bilaterali in tema di sanità e socialità. In particolare, con il commissario europeo per gli affari sociali Laszlo Andor, il ministro friburghese ha avuto uno scambio di vedute sul coordinamento delle assicurazioni sociali nel contesto della libera circolazione delle persone.

PER BURKHALTER, PRESIDENZA OCSE - Infine, il capo della diplomazia Didier Burkhalter ha "sfruttato" la manifestazione davosiana per preparare la presidenza svizzera dell'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (OCSE) nel 2014. Magro invece il bilancio dell'incontro con il suo omologo tedesco, Guido Westerwelle, sul blocco dell'accordo fiscale e il rumore degli aerei all'aeroporto di Zurigo.

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SDA-ATS