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WEF Davos: Parmelin e decisioni Austria su migranti

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 gennaio 2016 - 17:17
(Keystone-ATS)

La decisione presa dall'Austria di introdurre una sorta di tetto all'afflusso di richiedenti asilo riguarda anche la Svizzera, sebbene per il momento non sia chiaro in quale misura. Ne è convinto il consigliere federale e ministro della difesa Guy Parmelin.

A Davos (GR) ha incontrato il collega austriaco Gerald Klug. Se la situazione si degradasse potrebbe intervenire l'esercito a fianco delle Guardie di confine.

"La Svizzera deve prepararsi ad ogni eventualità", ha dichiarato il capo del DDPS a margine del Forum economico mondiale (WEF), in quella che è stata la sua prima uscita ufficiale da quando è entrato in funzione, il primo gennaio.

L'Austria è intenzionata a limitare l'afflusso di migranti: quest'anno Vienna accetterà solo 37'500 profughi, contro i 90 mila del 2015 e fino al 2019 dovranno essere complessivamente al massimo 127'500. Tale limitazione potrebbe ripercuotersi sulla Svizzera, con un forte aumento delle domande d'asilo.

"È un fatto che ci deve interpellare", ha dichiarato il ministro dell'UDC esprimendosi in tedesco e francese, poiché la situazione può evolvere verso una cattiva direzione. Bisogna chiedersi - ha detto - che cosa succederà quando l'Austria avrà raggiunto il tetto di 37'500. A quel punto l'esercito potrebbe diventare importante, appoggiando in maniera sussidiaria le autorità civili.

La mobilitazione dell'esercito alle frontiere è un tema caro all'UDC, secondo cui di fronte ad un afflusso incontrollato di migranti in Europa, le frontiere nazionali dovrebbero venir immediatamente controllate con l'ausilio dei militari.

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