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"Nonostante i conflitti, il terrorismo e l'afflusso di migranti non bisogna cedere alla rassegnazione".

È quanto ha dichiarato il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann nel suo discorso di apertura stasera al Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Il consigliere federale ha invitato il mondo politico e i dirigenti dell'economia ad affrontare queste sfide con determinazione.

Il lavoro è alla base della società moderna. Perché ciò sia possibile occorrono tuttavia una politica improntata al libero commercio, alla flessibilità del mercato del lavoro e al liberalismo economico. V'è inoltre necessità di infrastrutture funzionanti, di un alto livello di istruzione, di sicurezza sociale e di innovazione.

L'imprenditorialità ha inoltre bisogno di uno Stato e di istituzioni forti e di una politica che renda possibile, anziché vietare, ha aggiunto il ministro dell'economia, precisando che tutto questo è possibile soltanto grazie alla responsabilità di ognuno.

Schneider-Ammann ha poi fatto riferimento al tema dell'edizione 2016 del WEF, ossia la quarta rivoluzione industriale: i cambiamenti tecnologici possono innescare paure, ha affermato. Le conseguenze di queste innovazioni, secondo il presidente della Confederazione, sono difficili da prevedere. Ma i cambiamenti non si possono frenare, "perché hanno luogo, che lo si voglia o meno", ha dichiarato il consigliere federale.

Secondo Schneider-Ammann, la soluzione dei problemi globali presuppone il dialogo. E il WEF di Davos offre ogni anno una possibilità unica nel suo genere di dibattere su temi di scottante attualità, che tutti i partecipanti dovrebbero cogliere, ha concluso.

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SDA-ATS