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Attenzione a non ignorare il sentimento di insicurezza che la globalizzazione genera in alcune fasce della popolazione: il monito giunge dalla presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, che nel suo discorso d'apertura stasera al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) ha invitato il mondo politico e i dirigenti dell'economia a pensare alle conseguenze dei cambiamenti strutturali in atto e a coloro chi ne escono perdenti.

In molti vi è un senso di incertezza: hanno l'impressione di poter sostenere la situazione solo diventando sempre più efficienti, veloci, mobili, flessibili e diligenti, ha affermato Sommaruga, in base al testo scritto del discorso. Anche i grandi manager sono confrontati con una elevata concorrenza: rimangono di successo solo se sono pronti continuamente a rinnovarsi.

Ciò non è di per sé negativo: "ma dobbiamo ammettere che ogni cambiamento strutturale lascia dietro di sé dei perdenti", ha sostenuto la ministra di giustizia. Non è il caso di far finta di nulla: altrimenti il malcontento arriverà in superficie con ancora maggiore forza.

Secondo la presidente della Confederazione il senso di insicurezza provocato dalla globalizzazione è uno dei motivi del successo dei partiti nazionalconservatori in Europa. Si vuole tornare alla sovranità nazionale per ritrovare una patria sicura e ben conosciuta: così facendo però secondo Sommaruga si idealizza il passato.

Rimane peraltro il fatto che "molti cittadini hanno difficoltà a identificarsi con un'economia che già solo per le sue dimensioni non riescono a cogliere appieno". Queste persone pongono domande e per troppo tempo i manager non hanno dato loro risposta. Quello che serve sono imprenditori che vogliono guadagnare denaro, ma non solo: devono anche dare una prospettiva alle persone, evitando di pensare solo alla redditività, ha sostenuto Sommaruga.

Anche la politica deve però fare la sua parte, per esempio garantendo buone condizioni quadro. I pilastri di un sano ordine dell'economia e della società sono la certezza del diritto, la tutela dei diritti umani e l'uguaglianza. A questo proposito la ministra ha sottolineato che non basta partecipare a una marcia a Parigi per salvaguardare la libertà d'espressione: i diritti umani devono essere difesi giorno per giorno nel proprio paese, anche quando non sono accese le telecamere, ha osservato.

Secondo Sommaruga gli attentati di Parigi hanno posto sul tappeto questioni esistenziali, domande riguardo ai valori condivisi. "Poniamoci queste domande, anche qui al WEF".

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SDA-ATS