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Weinstein: proteste per retrospettiva Polanski a Parigi

Il controverso regista Roman Polanski. KEYSTONE/AP/JAREK PRASZKIEWICZ sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 ottobre 2017 - 14:55
(Keystone-ATS)

Minacce sulla retrospettiva di Roman Polanski alla Cinemathèque di Parigi. Sulla scia dello scandalo legato ad Harvey Weinstein, femministe e associazioni chiedono l'annullamento della rassegna cinematrografica consacrata al regista franco-polacco che si apre oggi.

Polanski è stato più volte accusato di stupro e violenze sessuali. Diverse associazioni son attese dinanzi all'edificio firmato Franck Gehry - nell'est di Parigi - per protestare. In risposta alle polemiche, la ministra della Cultura, Françoise Nyssen, ha detto che si tratta di "un'opera, non di un uomo, non bisogna condannare l'opera" di un regista.

Per la portavoce dell'associazione "Osez le féminisme", Raphaëlle Rémy-Leleu, invece, "gli aggressori continuano a venire celebrati", ha affermato ai microfoni di radio Europe 1, aggiungendo che Polanski è ancora accusato di cinque stupri su minori e dicendosi sbalordita che si continui ad incensarlo in questo modo. Per lei, una retrospettiva come quella in programma da questa sera a Parigi contribuisce all'"impunità degli aggressori".

Su Change.org una petizione contro la rassegna in cui Polanski è ospite d'onore ha già raggiunto 26'000 firme. Mentre il presidente della Cinémathèque, Costa-Gavras, denuncia un "tentativo di censura puro e semplice".

"Fedele ai suoi valori e alla sua tradizione di indipendenza, la Cinémathèque non si sostituisce alla giustizia (...) non consegniamo né ricompense, né certificati di buona condotta. La nostra ambizione è un'altra: mostrare la totalità delle opere dei cineasti inserendole così nel flusso di una storia permanente del cinema".

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