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La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha incontrato oggi a Lussemburgo il commissario europeo per il mercato interno Michel Barnier. La ministra elvetica delle finanze ha fatto pressione affinché la nuova regolamentazione dei mercati europei "MiFID II" non porti alla chiusura nei confronti di fornitori di servizi finanziari di Paesi terzi, inclusa la Svizzera.

La responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha voluto in particolare difendere la posizione delle banche elvetiche. Il testo europeo, ancora in fase di adozione, implicherebbe infatti un deterioramento della situazione per gli istituti di credito svizzeri.

Per essere concorrenziale a livello internazionale l'Europa necessita di mercati finanziari forti e aperti, si legge in un comunicato odierno del DFF. La Svizzera si attende quindi che l'accesso al mercato Ue per i fornitori svizzeri di servizi finanziari venga mantenuto.

In particolare, si tratta di capire se con la nuova regolamentazione gli istituti elvetici potranno - nell'Unione europea - effettuare solamente consulenza ai clienti o potranno continuare a gestire patrimoni.

Se i servizi dovranno essere spostati in massa in filiali estere, si teme un movimento notevole di capitali e posti di lavoro verso l'Unione europea, a danno della Svizzera. Bruxelles ha già messo in chiaro che si oppone alle cosiddette "filiali casella postale", ovvero fittizie.

Non è nemmeno chiaro se gli istituti di credito, per la consulenza a clienti privati, dovranno creare una sola filiale in uno Stato dell'Unione europea, o una filiale in ogni Stato in cui vogliono operare.

I lavori per le nuove normative europee sono già a buon punto, ma secondo la Widmer-Schlumpf per la Confederazione non è troppo tardi per avanzare le proprie richieste: "c'è ancora molto margine di manovra. È lì che dobbiamo lavorare", ha detto all'ats.

Eccezioni all'interno del MiFID II create appositamente per la Svizzera sono già state escluse dall'Unione europea, in particolare a causa di una regola dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Questa clausola prevede che i vantaggi concessi a uno Stato WTO devono essere accordati anche a tutti gli altri Stati membri.

Nonostante la complessità del tema, la consigliera federale si è dimostrata fiduciosa dopo l'incontro con Barnier: "troveremo una soluzione che sarà buona per la Svizzera".

Il colloquio è avvenuto a margine del Consiglio dei ministri delle finanze e dell'economia dell'Unione europea e degli omologhi dei Paesi dell'Associazione europea di libero scambio (AELS). La consigliera federale ha discusso con gli altri ministri di sviluppo economico e di regolamentazione e vigilanza nel settore finanziario.

La Widmer-Schlumpf ha sottolineato che il buon funzionamento dei mercati è decisivo per uno sviluppo macroeconomico positivo. Ha inoltre informato sull'evoluzione della politica svizzera dei mercati finanziari.

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SDA-ATS