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WikiLeaks: ambasciatore Usa, no ad asilo ad Assange da Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 dicembre 2010 - 15:09
(Keystone-ATS)

BERNA - L'ambasciatore degli Stati Uniti a Berna Donald S. Beyer consiglia alla Svizzera di non accordare asilo politico a Julian Assange, fondatore del sito WikiLeaks, che ha pubblicato documenti diplomatici segreti statunitensi.
Berna deve esaminare accuratamente se è giusto accogliere una persona che fugge dalla giustizia, dichiara Beyer in un'intervista pubblicata oggi da "Sonntag". Assange è ricercato per presunta violenza carnale in Svezia.
Per Peter Regli, già capo dei servizi segreti svizzeri tra il 1991 e il 1999, pure interrogato dal domenicale svizzero tedesco, Assange è oggettivamente in grave pericolo. "Non sarei sorpreso se fosse improvvisamente vittima di un incidente automobilistico, se cadesse sui binari della metropolitana o se morisse per un 'infarto cardiaco'".
Stando a Regli, Assange è un'"irresponsabile, attaccato ai media, narcisista che probabilmente nutre un'odio profondo per gli Stati Uniti".
L'ambasciatore Beyer si distanzia peraltro dal suo precedessore Peter Coneway, che in un documento risalente al 2008 e rivelato dal sito WikiLeaks definiva la Svizzera una "democrazia alpina frustrante". "Mia moglie ed io non la riteniamo affatto frustrante", dichiara il diplomatico statunitense, che in un altro colloquio con la "SonntagsZeitung" minimizza la portata della vicenda affermando: "Non dobbiamo farci preoccupazioni; Svizzera e Stati Uniti sanno di essere vicini".

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