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Wikileaks: Assange domani a Royal Court per estradizione

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2011 - 19:23
(Keystone-ATS)

Julian Assange torna in tribunale e gli hacker di Anonymous tornano sul sentiero di guerra. Domani, infatti, proprio mentre il boss di WikiLeaks varcherà gli augusti cancelli della Royal Court of Justice per il processo d'appello contro l'estradizione in Svezia - dove è accusato di stupro - i cyber-guerrieri di Anonymous potrebbero scatenare l'inferno attaccando la rete informatica di Scotland Yard e del sistema giudiziario britannico.

"Sarà il giorno più importante nella storia di Anonymous", hanno fatto sapere alcuni attivisti che contano. Il gruppo, stando a quanto è riuscito a ricostruire il Guardian, è intenzionato a far sentire la propria rabbia sia per lo scandalo News International - intercettazioni illegali ma anche il tentativo di acquisizione del 100% di BSkyB - che per il trattamento riservato al boss di WikiLeaks, che ormai da 216 giorni è prigioniero nella magione del Norfolk.

Di certo c'è che Julian Assange domani sarà assistito da un nuovo team legale: Gareth Peirce, di Birnberg Peirce & Partners, e Ben Emmerson di Matrix Chambers. Ovvero due avvocati agguerriti, celebri ed esperti.

Il processo di appello alla Royal Court of Justice durerà due giorni, il 12 e il 13 luglio, e a giudicare saranno i giudici Lord Justice Thomas e Mr Justice Ouseley. Se il verdetto dovesse essere sfavorevole nei confronti del capo di WikiLeaks, i suoi avvocati potrebbero decidere di fare istanza alla Corte Suprema. L'azione è considerata probabile, ma non è detto che l'appello venga in quel caso automaticamente concesso. È infatti il giudice, a sua discrezione, che deve stabilire l'opportunità o meno di un ulteriore procedimento legale: dovesse perdere la partita, Assange verrà trasferito in Svezia entro 10 giorni dalla sentenza definitiva.

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