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Wikileaks: USA cercano prove contro Assange

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 dicembre 2010 - 21:29
(Keystone-ATS)

LONDRA - Nel giorno della sua liberazione, l'America stringe il cerchio e tenta in ogni modo di incriminare Julian Assange. Il New York Times oggi fornisce nuovi elementi per capire come gli inquirenti federali stiano setacciando ogni possibile pista pur di incastrare e perseguire legalmente il fondatore di Wikileaks. Secondo l'australiano, gli Usa lo avrebbero già incriminato: lo ha riferito lui stesso dicendo che i suoi avvocati americani sono venuti a conoscenza di "voci non confermate" in questo senso.
In particolare, gli uomini del Dipartimento della Giustizia Usa puntano a dimostrare una qualche collusione nei primi contatti di Assange con Bradley Manning, il militare americano accusato di aver materialmente "rubato" i documenti secretati dagli archivi militari e averli poi girati al sito di controinformazione più famoso al mondo. In pratica gli inquirenti vorrebbero provare che Assange ha incoraggiato o perfino aiutato Manning a fare quello che ha fatto.
Solo se riusciranno a dimostrare tutto ciò, allora potranno incriminare Assange del reato di cospirazione nella fuga di notizie. Sarebbe trattato come una spia e non come un giornalista. Dimostrerebbero insomma che Assange ha avuto un ruolo attivo e non di semplice destinatario passivo delle notizie che poi ha pubblicato, mettendo a soqquadro la diplomazia americana. Se è così, rischia grosso, perché verrebbe accusato di spionaggio.

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