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Le navi mercantili stanno pensando di cambiare le rotte sul Mediterraneo per non essere costrette a partecipare a operazioni di salvataggio delle cosiddette carrette del mare. Lo scrive il Wall Street Journal.

Tali operazioni costano decine di migliaia di euro, che non vengono rimborsati, e causano ritardi nelle consegne. Secondo il giornale, a settembre, ad esempio, le autorità italiane hanno ordinato ad una nave di proprietà della compagnia Mediterranea di Navigazione SpA di fornire il proprio aiuto per salvare 600 migranti che cercavano di raggiungere l'Italia via mare dalla Libia.

Le operazioni di soccorso sono costate al gruppo circa 110 mila dollari, e ora l'amministratore delegato, Paolo Cagnoni, sta considerando di cambiare il percorso delle sue navi per evitare di finire nel flusso di barche dei migranti.

"Siamo stati trascinati in questo esodo umano, ma i nostri equipaggi non sono attrezzati - ha spiegato Cagnoni al Wsj - È un disastro". Le operazioni di soccorso rappresentano infatti un pesante fardello per le navi private, che in genere hanno equipaggi di meno di venti uomini e non hanno neppure la formazione, il supporto medico e i giubbotti di salvataggio per aiutare centinaia di migranti ogni volta.

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SDA-ATS