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Xinjiang, ruspe contro baraccopoli

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2010 - 13:02
(Keystone-ATS)

SHANGHAI - Il governo cinese ha inviato le ruspe ad Urumqi, il capoluogo della provincia autonoma dello Xinjiang, per abbattere le baraccopoli nelle quali vivono oltre 200.000 persone, nella regione degli Uighuri.
Questa etnia è protagonista di un violento confronto con i cinesi Han, che nel luglio dell'anno scorso ha provocato la morte di 190 persone e il ferimento di altre 1.600.
Secondo l'agenzia Nuova Cina, l'intento del governo e' quello di trasferire in nuove case gli abitanti, che vivono in baracche senza acqua né elettricita', molti dei quali sono stati gia' compensati per il trasferimento, ma altri sono ancora in attesa.
Le ruspe sono in azione nell'area di Heijiashan, nel distretto di Tianshan del capoluogo della provincia autonoma degli Uighuri. la stessa area e' stata interessata il 5 luglio dell'anno scorso. La circostanza ha suscitato la perplessità di alcune organizzazioni non governative che temono che la volonta' dichiarata dal governo di migliorare le condizioni di vita degli abitanti nasconda invece quella di "punire" coloro che si sono resi responsabili delle manifestazioni di protesta.

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