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Una bimba infettata dal colera trattata all'ospedale di Sana'a, in Yemen (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA/YAHYA ARHAB

(sda-ats)

Si aggrava in Yemen, sconvolto da una guerra che dura da oltre due anni, l'epidemia di colera e diarrea acuta scoppiata nell'ottobre scorso.

A partire dal 30 marzo scorso sono 780 i casi registrati, secondo Medici senza Frontiere (Msf), che lancia un allarme per potenziare l'assistenza internazionale al dissestato sistema sanitario del Paese.

Per far fronte a questa emergenza, Msf ha aperto centri per il trattamento del colera all'interno di cinque ospedali e sta sostenendo altre strutture gestite dalle autorità sanitarie locali. Dalla fine di aprile le équipe di Msf hanno curato 276 pazienti nell'ospedale di Al Nasr e nel centro sanitario di Al Salam, nel governatorato di Al Dhale. Dal 30 marzo hanno inoltre curato 263 pazienti nell'ospedale di Abs, nel governatorato di Haja. Altre centinaia di pazienti sono stati ricevuti nelle ultime settimane in tre ospedali nei governatorati di Ibb, di Taiz e di Amran. Mentre le autorità locali hanno riportato 310 casi nella capitale Sanaa.

Dal marzo del 2015 molti ospedali hanno smesso di funzionare a causa del conflitto e per milioni di persone l'accesso alle cure è diventato estremamente difficile. Dal settembre 2016, inoltre, altre strutture sanitarie hanno cessato l'attività a causa della mancanza di risorse finanziarie e attrezzature.

"Siamo preoccupati che l'epidemia continui a diffondersi e vada fuori controllo", ha detto Shinjiro Murata, capo missione di Msf in Yemen, chiedendo "un immediato supporto alle strutture sanitarie e alle comunità locali nelle aree colpite".

SDA-ATS

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