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Lo Yemen oggi è ovunque percorso da manifestazioni, il giorno dopo le dimissioni del presidente Abed Rabbo Mansour Hadi. Migliaia di manifestanti, in alcuni casi hanno preso la piazza in sostegno dei ribelli sciiti Huthi, che controllano la capitale Sanaa e circondano i palazzi del potere, in altri per chiedere l'affrancamento della regione di Aden dallo Yemen del nord.

Una mobilitazione che accresce la sensazione che il Paese, fino a ieri alleato dell'Arabia saudita, dell'Occidente e degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo, possa soccombere alle forti spinte centrifughe che tentano di dilaniarlo. Una prospettiva che potrebbe spaccare in due il Paese, che fu già diviso dal 1971 al 1990, o, peggio, affondarlo in un'anarchia di tipo "somalo": un campo di battaglia fra i miliziani sciiti Huthi - che molti considerano legati all'Iran - e qaidisti sunniti, che controllano vaste regioni nel centro-sud e nell'est.

A Sanaa - punteggiata di posti di blocco dei miliziani e di pick-up che montano armi pesanti e antiaeree - si sono radunati migliaia di sciiti sulla strada per l'aeroporto. Sventolavano bandiere verdi al grido di "Morte all'America, morte e Israele. Maledetti siano gli ebrei. Vittoria all'Islam", uno slogan che riecheggia quelli abitualmente gridati ai raduni in Iran, dagli sciiti iracheni e da Hezbollah.

Ieri gli Huthi hanno di fatto provocato le dimissioni del presidente Hadi, che accusano di essere troppo filo-sunnita e addirittura alleato segreto di al Qaida. E ora si profila anche un possibile ritorno dell'ex presidente Ali Abdullah Saleh Saleh, uno sciita deposto nel 2012 col beneplacito dei Paesi del Golfo e dell'Arabia saudita, dominus politico della Penisola arabica. Saleh è considerato alleato degli Huthi.

Nella regione di Aden, invece, gli indipendentisti hanno inalberato i vessilli dello Yemen del Sud, chiedendo di separare il loro destino da quello di Sanaa, ormai occupata dagli Huthi. Una bandiera dell'ex Repubblica democratica popolare dello Yemen (fino al 1990 un regime comunista) è apparso all'aeroporto di Aden.

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SDA-ATS