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La donna svizzera rapita a metà marzo nello Yemen si appella nuovamente al Consiglio federale affichè si giunga a una rapida liberazione. Tilman Renz, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato oggi la notizia pubblicata dalla "Sonntagszeitung" sull'esistenza di un nuovo videomessaggio.

"Il DFAE ha visionato il filmato", scrive Renz in una presa di posizione, senza fornire ulteriori indicazioni "nell'interesse della sicurezza dell'ostaggio stesso". La cellula di crisi della Confederazione diretta dal DFAE fa tutto il possibile "per ottenere la liberazione" della donna in buona salute e in maniera sicura, precisa il portavoce.

Si tratta del secondo videomessaggio della svizzera - un'insegnante d'inglese 32enne che lavorava in una scuola di lingue privata della località marittima yemenita di Hudaida - rapita in marzo. Nel primo filmato, pubblicato in maggio su youtube, la donna si appellava alle autorità elvetiche affinché si adoperassero per il suo rilascio e affermava di essere in mano ad al Qaida.

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SDA-ATS